
estrangedworld
Yo soy Icaro
19/06/07
21:47
Pensiero
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amico fragile
18/03/07
17:32
«Benedetto Croce diceva che fino a diciotto anni tutti scrivono poesie e che, da quest'età in poi, ci sono due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini. Allora, io mi sono rifugiato prudentemente nella canzone che, in quanto forma d'arte mista, mi consente scappatoie non indifferenti, là dove manca l'esuberanza creativa»
"Ho sempre impostato la mia vita in modo da morire con trecentomila rimorsi e nemmeno un rimpianto"
"Io mi ritengo religioso, e la mia religiosità consiste nel sentirmi parte di un tutto, anello di una catena che comprende tutto il creato, e quindi nel rispettare tutti gli elementi, piante e minerali compresi, perché secondo me l'equilibrio è dato proprio dal benessere diffuso in tutto ciò che ci circonda. La mia religiosità non arriva a cercare di individuare il principio, che tu voglia chiamarlo creatore, regolatore o caos non fa differenza. Però penso che tutto quello che abbiamo intorno abbia una sua logica, e questo è un pensiero al quale mi rivolgo quando sono in difficoltà, magari anche dandogli i nomi che ho imparato da bambino, forse perché mi manca la fantasia per cercarne altri"
"Innanzitutto l'uomo deve superare i grandi disagi: il primo quando nasce e deve imparare a convivere con elementi a lui estranei; il secondo quando scopre la paura della morte e, infine, la solitudine per scelta. Accettandoli tutti e tre si arriva a una profonda maturazione spirituale. Soltanto chi è davvero solo è davvero libero."
|
|
"Aspetterò domani, dopodomani e magari cent'anni ancora finché la signora Libertà e la signorina Anarchia verranno considerate dalla maggioranza dei miei simili come la migliore forma possibile di convivenza civile, non dimenticando che in Europa, ancora verso la metà del Settecento, le istituzioni repubblicane erano considerate utopia"
|
(FABRIZIO DE ANDRE')
Pensiero
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festa della donna 2007
08/03/07
17:39
IRAQ


Palestina

continua a vedere le foto
Pensiero
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Hrant Dink R.I.P.
22/01/07
17:34
.
L'articolo 391 del codice penale turco prevede per chi ricorda in pubblico il genocidio armeno,
il reato di «insulto all’identità turca».
E per questo Hrant Dink
è stato ucciso venerdì scorso da un nazionalista turco.
video of armenian genocide
"Chi non ricorda la storia è destinato a riviverla"
Bisognerebbe appiccicarlo
sotto ogni ritratto dell'eroico Ataturk
Pensiero
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Michele Serra Vs Ruini
18/01/07
17:36

"Neanche il più sagace degli archivisti sarebbe in grado di riassumere l’interminabile polemica dei vescovi italiani contro i Pacs e contro l’eutanasia. È un disco inceppato, un cane che si morde la coda, un umore stagnante, con i titoli del giornale di oggi identici a quelli di ieri e a quelli di domani. Ma poiché siamo in democrazia, una maniera logica (e di reciproca soddisfazione) per aiutare i vescovi e noi tutti a uscire da questa ossessione ci sarebbe. Il cardinal Ruini si candidi, si faccia eleggere, e una volta in Parlamento provi a raccogliere la maggioranza necessaria per legiferare secondo i suoi propositi. È questa, nella Repubblica italiana, la sola via tecnicamente possibile, e politicamente lecita, per fare e disfare le leggi dello Stato. Sia che l’onorevole Ruini riuscisse nel suo proposito, sia che uscisse battuto, potremmo finalmente uscire dalla detestabile ambiguità di un potere extraparlamentare che tenta di condizionare (ahimè, con un certo successo) i lavori delle Camere. Le regole del gioco, in materia di leggi, sono queste, non altre. Se la Chiesa vuole fare politica, la faccia alla luce del sole, con i comizi, i faccioni sui cartelloni e tutto il resto. Come chiunque. Come noi tutti."
Michele Serra
Pensiero
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meglio morti che oppressi dal corano
08/01/07
17:07

Raid Usa sulla Somalia, almeno 30 morti
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Pensiero
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Muerto Pinochet
13/12/06
02:46

Non avrei dovuto,
davvero,
domani mattina presto ho gli esami del sangue.
Ma in una città dell'Europa appena europizzata
non trovando nulla di italico in enoteca
avendo sentore di quello che stava avvenendo,
due giorni fa mi sono tuffato nel vino cileno,
che ancora adesso non ho finito nell'accumulo di bottiglie vuote.
Nel brindare all'eclissi di un mostro,
nel commuoversi al ricordo di un lutto anche nostro.
Oltre a Salvador Allende vogliamo ricordare quest'oggi Victor Jara,
proponendo una delle sue ultime esibizioni pubbliche,
e un testo poetico che si scrisse quando venne arrestato ed internato nello stadio "Chile" (oggi stadio "Victor Jara")
poco che prima che su ordine dello stesso Pinochet, fu ferocemente torturato e poi ucciso.
di vicort jara scarica
Siamo in cinquemila, qui,
In questa piccola parte della città.
Siamo in cinquemila.
Quanti siamo, in totale,
Nelle città di tutto il paese?
Solo qui
Diecimila mani che seminano
E fanno marciare le fabbriche.
Quanta umanità
In preda alla fame, al freddo, alla paura, al dolore,
Alla pressione morale, al terrore, alla pazzia.
Sei dei nostri si son perdi
Nello spazio stellare.
Uno morto, uno colpito come non avevo mai creduto
Si potesse colpire un essere umano.
Gli altri quattro hanno voluto togliersi
Tutte le paure
Uno saltando nel vuoto,
Un altro sbattendosi la testa contro un muro,
Ma tutti con lo sguardo fisso alla morte.
Che spavento fa il volto del fascismo!
Portano a termine i loro piani con precisione professionale
E non gl'importa di nulla.
Il sangue, per loro, son medaglie.
La strage è un atto di eroismo.
È questo il mondo che hai creato, mio Dio?
Per tutto questo i tuoi sette giorni di riposo e di lavoro?
Tra queste quattro mura c'è solo un numero
Che non aumenta.
Che, lentamente, vorrà ancor più la morte.
Ma all'improvviso mi colpisce la coscienza
E vedo questa marea muta
E vedo il pulsare delle macchine
E i militari che mostrano il loro volto di matrona
Pieno di dolcezza.
E il Messico, Cuba e il mondo?
Che urlino questa ignominia!
Siamo diecimila mani
In meno che producono.
Quanti saremo in tutta la patria?
Il sangue del Compagno Presidente
Colpisce più forte che le bombe e le mitraglia.
Così colpirà di nuovo il nostro pugno.
Canto, che cattivo sapore hai
Quando devo cantar la paura.
Paura come quella che vivo,
Come quella che muoio, paura.
Di vedermi fra tanti e tanti
momenti di infinito
in cui il silenzio e il grido
sono i fini di questo canto.
Ciò che ho sentito e che sento
Farà sbocciare il momento.
(Victor Jara, trad. Riccardo Venturi)
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scarica mp3:
Cuando Voy al Trabajo -- Victor Jara: Grandes de la Nueva Canción
Chanarcillo (Victor Jara) -- Gonzalo Vargas: Inkuyo
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by http://guerrillaradio.iobloggo.com/
Approfondimenti cileni su guerrillaradio:
L'altro 11 settembre
Pensiero
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CIAO ANNA
11/10/06
13:31
"Diventato presidente, Putin non ha saputo estirpare il colonello del kgb che vive in lui, e pertanto insiste nel voler raddrizzare i propri connazionali amanti della libertà."

“A volte la gente paga con la propria vita per dire ad alta voce ciò che pensa”.
.
(Anna Politkovskaya)
Pensiero
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EUTANASIA
01/10/06
13:29

LA VITA IMPOSTA
"C'e' un uomo paralizzato che vuole morire. C'e' un altro uomo paralizzato che vuole vivere. La differenza fondamentale tra i due e' che l'uomo che vuole morire non puo'. Lo straziante antagonismo tra questi due uomini sofferenti, entrambi a noi fratelli, e' il perfetto riassunto di quanto separa l'etica religiosa da quella laica. La scelta individuale di sopravvivere diventa, per l'etica cattolica, un dovere, un obbligo anche per gli altri. Mentre la scelta di darsi la morte a causa dell'insopportabilita' della vita, ovviamente, in nessuna maniera potrebbe tangere il desiderio di altri individui di vivere a oltranza. Allo stesso modo: il divorzio non costringe gli altri a divorziare, l'aborto ad abortire, le unioni tra omosessuali a diventare omosessuali...
La breve lista non vi sembri paradossale o provocatoria. E' perfettamente descrittiva di uno stato di fatto: l'etica religiosa tende ad estendere a tutti, anche a chi sia diversamente orientato, le scelte di una parte soltanto della societa'. L'etica laica consente ai singoli individui scelte difformi, senza impedire in alcuna maniera ai credenti di vivere e di morire secondo le loro convinzioni. L'uomo che vorrebbe morire non crede minimamente che il suo modo di vedere, e di soffrire, valga anche per gli altri. L'uomo che vuole vivere sappia, invece, che il suo modo di vedere e' imposto a tutti."
Michele Serra
http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1419
Pensiero
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Il Congo richiama
25/09/06
13:25
Il richiamo del Congo.
Ridesta al suo destino che resta un sentiero minato,
in tutti i sensi.
Il suo futuro,
e con lui quello di una buona parte dell'Africa,
dipende anche da quanto l'occidente si sforza di renderlo indipendente,
da quanto gli occhi rimangono vigili su di una realtà tragica che non possiamo pensare ci è estranea,
essendo così tanto inetto l'occidente ad esportare la democrazia,
ma abilissimo e tanto navigato nell'istallare e fare affari con le guerre.
con noi in Congo nella prima missione come osservatori internazionali volontari,
e invitiamo a far correre voce.
A fine ottobre c'è in ballottaggio la speranza di milioni di uomini e donne.
Vittorio alias guerrillaradio
approfondimenti:
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Elezioni in Repubblica Democratica del Congo
Il 29 ottobre prossimo ci sarà la seconda tornata elettorale nella Repubblica Democratica del Congo. Si procederà al ballottaggio per le presidenziali e alla elezione dei Consigli delle Province (le nostre Regioni).
Si tratterà di un passaggio particolarmente delicato, anche perché la spinta ideale e la maturità politica espressa dalla popolazione nella prima tornata elettorale non sempre trovano un adeguato riscontro in chi
dovrebbe gestire il potere. Soprattutto a Kinshasa ci sono turbolenze che potrebbero minacciare tutto il processo in atto per la democrazia e la pace, fortemente voluto dal popolo congolese.
Dopo aver sperimentato il 30 luglio scorso, nella prima giornata di elezioni, quanto importante e quanto richiesta da tutti sia la presenza internazionale, come associazioni "Beati i costruttori di pace" e "Chiama l’Africa" rinnoviamo la proposta di partecipare come osservatori internazionali volontari, sempre nelle province del Sud e Nord Kivu al prossimo turno elettorale il 29 ottobre.
Sappiamo che i tempi per l’organizzazione sono strettissimi, chi può diffonda la notizia.
Sarebbe molto interessante trovare persone disponibili degli Enti locali; darebbero uno specifico contributo di competenza.
I dettagli del progetto verranno costruiti e condivisi assieme con quanti potranno partecipare; dobbiamo da subito però anticipare che ci saranno due fine settimana obbligatori per la formazione:
il 30 settembre - 1 ottobre
il 14 - 15 ottobre.
Per sostenere il finanziamento, la formula usata la volta scorsa ha permesso sia il reperimento fondi che la sensibilizzazione politica. Se ogni partecipante riesce a reperire 1000 euro sensibilizzando enti pubblici e associazioni, riusciamo contemporaneamente a realizzare il progetto, e a fare informazione e politica per l’Africa oltre la giornata elettorale.
Un saluto di pace,
"Beati i costruttori di pace" e Chiama l'Africa
contatti e siti di riferimento:
-Beati Costruttori di Pace
-Chiama l'Africa
-Guerrilla radio
Pensiero
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le esequie di una non-scrittrice
16/09/06
13:18
| CinicoBlog: Oriana subito Santa |
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GUERRILLA: - E' morta del peggiore dei mali incurabili...
RADIO: - Un tumore??
GUERRILLA: - La rabbia dell'orgoglio.
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guerrillaradio on Oriana Fallaci:
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Memoriale Fallace,
ci mancherai Oriana:
«Non voglio vedere un minareto di 24 metri nel paesaggio di Giotto, quando io nei loro paesi non posso neppure indossare una croce o portare una Bibbia. Se sarò ancora viva andrò dai miei amici di Carrara, la città dei marmi. Lì sono tutti anarchici; con loro prendo gli esplosivi e la faccio saltare per aria».
contro l’aborto «…a meno di non essere violentata e messa incinta da un Osama Bin Laden o da un al-Zarqawi»
contro i matrimoni gay «…come i musulmani vorrebbero che tutti diventassimo musulmani, loro vorrebbero che tutti diventassimo omosessuali».
«Se mi puntassero una pistola e mi dicessero di scegliere chi è peggio tra i musulmani e i messicani avrei un attimo di esitazione; poi sceglierei i musulmani perché mi hanno rotto le palle».
"il nostro Gesù di Nazareth…ce lo mettono nel loro Danna a mangiare come un trimalcione, bere come un ubriacone, scopare come un maniaco sessuale"
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undici settembre
11/09/06
13:14
| Dopo 11/09: Afghanistan, Iraq,...Iran o Siria??? |
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Che ne è stato delle Torri crollate.
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Pensiero
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DIARI CONGOLESI 2: la lezione di un'elezione
23/08/06
13:13

Proseguo con lo stralcio dai miei diari Congolesi,
l'impressione dell'espressione delle elezioni in Congo,
come si è impressa nella mia mente scuotendo il mio animo;
nell'ambito della nostra significativa missione come osservatori volontari tramite
g.r.
...
stato brado,
aldifuori di quei meccanismi egoistici che dalle nostre parti ci portano a votare per i partiti politici
più vicini alla nostra classe sociale, o dottrina di fede, o regione di provenienza, insomma a meri calcoli individualistici sul proprio personale tornaconto.
Il phatos collettivo che ha condotto quasi 26 milioni di congolesi a votare
è stato il medesimo spirito passionario,
inserire quel maledetto lenzuolo di carta malpiegato nell'urna
nella convinzione di aver espresso un voto per la pace, ma una pace assoluta per tutto il Paese.
Non importa la scelta,
ma l'intenzione dei votanti.
E l'intenzione per la pace, è stata quella di prendere per una volta nelle proprie mani
le redini di un destino da sempre mosso da cinici burattinai oltreconfine.
La pressoché totale assenza di violenze e intimidazioni intorno ai seggi,
è la cartina di tornasole su di una coscienza popolare che ha virato verso la volontà rivoluzionaria per il Congo di mettere fine ai suoi conflitti intestini.
E se fortunatamente nel bel mezzo della guerra noi non ci siamo ritrovati,
la sua ombra funesta era però tangibile un pò ovunque,
e i suoi strascichi come tentacoli minano l'ipotesi di convivenza pacifica.
Per quanto mi riguarda,
la guerra,
puttana,
mi si presentava nei racconti sulle labbra tremanti delle sorelle Dorotee a Bukawo,
che mi narravano di quando una bomba è precipitata nel giardino del vicino,
o di quando i guerriglieri entravano da loro, legavano i custodi
puntavano i fucili alla loro tempie e si facevano consegnare quel poco fra viveri ed elemosine che avevano racimolato per i più poveri.
Durante le nostre perlustrazioni nei vari villaggi,
la guerra era da sempre impressa in alcuni sguardi spauriti,
in discussioni casuali con passanti,
in occhi di ciechi che iddio sa cosa avranno mai visto,
in cicatrici sulla carne spoglia,
in alcoolsti che, con mia viva meraviglia non erano maltrattati dalla comunità,
ma stranamente compatiti,
e Giampaolo (mio partner in questa missione)
mi ha suggerito che chissà anche loro cosa avevano subito,
o forse peggio,
quali atrocità avevano dovuto compiere per difendere se stessi,
la famiglia o la terra.
Tutta una umanità reduce da una violenza che non si è ancora redenta.
L'ultimo giorno dalla parti di Kalehe,
ci siamo fermati a ristorarci in una bettola la cui insegna recitava:
"chez mama duble" (abbiamo scoperto successivamente il perchè di tale affissione,
la mamma in questione era un donnone sui duecentochili...),
all'interno divorando un foù foù ho notato su una delle pareti in legno dei disegni in pastello,
gli stessi disegni che i bambini palestinesi imprimono sul foglio quando li si lascia disegnare in libertà.
Scene di caccia.
Sì, ma caccia all'uomo, con sparatorie e sgozzamenti.
Quale futuro si profila per una società i cui cuccioli d'uomo,
proiettano tali incubi fuori di sè con totale naturalezza?
Anni di sostegno psicologico, per lenire quei traumi,
ma in Congo chi ha tempo???
Il dì di festa delle elezioni ha in parte attutito questi miei stati di scoramento.
Il mondo civilizzato ha ricevuto una lezione da quello ancora civile.
Mi chiedo se è più sottosviluppato un paese che si muove in massa ancor prima dell'alba
verso le urne vestiti di stracci a piedi scalzi camminando per chilometri,
piuttosto che il misero 50% di aventi diritto al voto che alle ultime elezioni statunitensi han ritenuto doveroso
alzare le chiappe dal divano ikea dinnanzi al televisore al plasma
e andare magari a ricaccare a calci nel suo ranch texano
l'attuale presidente usa che governa il mondo.
Encomiabile il lavoro dei membri dei vari bureaux de vote,
in particolare i nostri osservati speciali durante lo spoglio.
Spoglio che mi ha riportato alla mente una vecchia pellicola:
"Non si uccidono così anche i cavalli?"
-14 ore consecutive,
-niente cibo
-niente acqua
-porta sprangata, chi è fuori è fuori, chi è dentro rimane dentro,
-olezzo irrespirabile di umanità sporca sprovvista di deodorante (noi wazungu in primis...)
-luce fioca di lampada al centro della stanza
+ a fare da faro per zanzare malariche fuori rotta che per altro.
Nonostante sussisteva una tacita competizione fra gli assesseurs e i temoins su chi cedesse prima sotto le brame di morfeo,
erano i ceffoni di un corpulento presidente a ristabilire il numero legale del bureau di depoullement, più rinsavente di un qualsiasi doppio caffè espresso.
Se stoici i membri del seggio,
come è stato certificato dalle emozioni di ciascun volontario,
commovente è stata la catena umana di congolesi in cerca tramite il gesto del voto di equità e giustizia.
Come non poteva aprircisi il cuore la vista di tutte quelle donne
che sparivano dietro l'isoloir con il bimbo attaccato al capezzolo,
a poppare un siero che era insieme latte materno
e testamento non verbale d'indipendenza, di possibile rivincita.
Scherzavo con JeanPaul,
sul fatto che un ragazzo da più di un quarto d'ora sostava nella cabina elettorale indeciso sul dafarsi,
e la sua scheda la girava e la rigirava,
gli ho dato di gomito: "un tantino indeciso il ragazzo eh?",
sottolineando come allungasse a dismisura la media dei tempi di voto da registrare nella nostra valutazione.
Avrei voluto prendermi a schiaffi.
Perchè quando mi è sfilato innanzi dopo 20minuti buoni,
ho scoperto sul viso del ragazzo che l'occhio sinistro era completamente spento,
e quello destro anch'esso parecchio messo male.
Avrebbe potuto tranquillamente chiedere l'ausilio che in quel seggio era riserbato agli analfabeti, ma il ragazzo non l'ha fatto.
Come abbiamo notato non fare da altre decine di votanti in difficoltà.
Lì dentro l'isoloir oscuro, lui, quasi totalmente cieco, ha preferito fare da solo.
Si stava consumando l'evento eccezionale, il SUO MOMENTO.
La libertà è un bene così prezioso, ce se ne rendo conto quando viene a mancare,
o nel MOMENTO in cui ci viene restituita.
E domandatelo a Mandela come ad ogni congolese,
ma giammai a uno di quei migliaia di giovani nostrani che ci tengono a farsi rinchiudere in una casa per mesi spiati dalla telecamere...
Abbiamo visto lungo una fila votare una bambina,
voto irregolare?
No, era una donnina, una donna-bonsai,
pigmea, il voto più palese delle elezioni del Kivu,
anche lei arrancava x arrivare all'inchiostro nell'isoloir, non ha voluto farsi aiutare a votare,
paura che qualcuno le appoggiasse il dito sul viso di Bemba???
(ndb. jean pierre bemba prossimo al ballottaggio per le presidenziale,
in passato faceva praticare il cannibalismo ai suoi guerriglieri nei confronti dei poveri pigmei...)
Il nostro amico Justine,
ha evocato quelle lunghe file ancora al chiaro di luna dinnanzi all'apertura dei seggi,
come file di fedeli in attesa di ricevere la comunione,
a me in una versione più laicista hanno evocato alcuni vecchi documentari che in Italia mostravano giovani uomini e donne, parecchio malmessi,
marciare sulle montagne verso una speranza di libertà,
li chiamavano partigiani.
...
Vittorio Arrigoni
l'ultimo dei sessanta volontari coinvolti.
una delle prime, è possibile trovarla lei e le sue diapositive sul Congo
a questo indirizzo:
Daniele Danese, paparazzo style,
ha pubblicato qui alcune foto della nostra missione:
Marta Clementi,
anticipando Daniele, ne aveva già pubblicate altre:
Daniele Barbieri,
nostro guru-giornalista,
ci consiglia di comprare l'ultimo numero di Carta.
Pensiero
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La liquidazione della Palestina il fine d'Israele (Chomsky)
20/08/06
13:11

" L'ultimo capitolo del conflitto fra Israele e Palestina è iniziato quando le forze israeliane hanno rapito due civili, un dottore e suo fratello, a Gaza. Un incidente per lo più ignorato dai media, a eccezione della stampa turca.
Il giorno seguente, i palestinesi hanno fatto prigioniero un soldato israeliano e proposto un negoziato per scambiare i prigionieri - ci sono circa 10.000 prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane.
Che questo “rapimento” sia stato considerato oltraggioso, mentre l'occupazione militare illegale della Cisgiordania da parte di Israele e l'esproprio sistematico di tutte le risorse - in particolare l'acqua - venga considerato spiacevole ma inevitabile è un tipico esempio del doppio standard continuamente impiegato dall'Occidente rispetto a ciò che viene fatto contro i palestinesi, sulla terra promessa loro dai vari accordi internazionali da settant'anni a questa parte. Oggi a oltraggio segue oltraggio: missili artigianali incrociano missili più sofisticati. (…)
Le provocazioni e le controprovocazioni vengono ogni volta contestate o acclamate. Ma tutti gli argomenti a posteriori, accuse e promesse, finiscono col fungere da diversivo per allontanare l'attenzione del mondo da una lunga pratica militare, economica e politica il cui fine non è nient'altro che la liquidazione della nazione palestinese. Questa pratica, benchè spesso dissimulata o nascosta, ultimamente sta andando avanti sempre più rapida. E, secondo noi, va incessantemente ed eternamente riconosciuta e contrastata per quello che è. "
(Noam Chomsky, John Berger, Harold Pinter e Josè Saramago - luglio 2006)
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DIARI CONGOLESI: Prologo
15/08/06
13:09

Riemergono,
le ferite stantie sulla terra rossa
erosa da una pioggia gravida di epidemia.
Le ferite di guerra che sfaldano il suolo
rilevano tutto il putridume di milioni di corpi malinumati.
Si ripropongono,
nelle cicatrici sulla pelle d'ebano
di Giovani mai stati giovani.
La guerra corre sulle labbra di un popolo intero,
come racconti terribili
sulla bocca di un pazzo affetto da logorrea irreversibile.
E ci grida di:
violenza carnale,
granate cadute dietro casa,
amputazione,
saccheggi,
del calare della notte inteso come terrore e lutto.
...
Nel controllare e porre il timbro sul mio passaporto,
al confine col Rwanda,
ho notato che l'agente di frontiera aveva entrambi i bracci mutilati.
L'ho salutato allora,
con una forte stretta di mano,
la stessa mano con cui l'occidente dei wazunghi
si è preso cura in questi anni dei destini di questi uomini sofferenti
(un moncherino compassionevole si è mosso verso il mio braccio invisibile).
Con gli occhi grandi come i grandi laghi del Kivu,
i figli diseredati del Congo ci scrutano,
e in quegli enormi pozzi di pece,
vergognosamente andiamo a nasconderci la colpevole coscienza.
Perchè nel riflesso di quei cristallini laghi
come nelle pupille nere incredibilmente dilatate dei bimbi,
vige ancora l'abnorme offesa,
quelle migliaia di morti che nei laghi venivan gettati,
ora sgombri dalla vista
mai rimossi dallo sguardo di ogni congolese.
Non ci sono specifiche pregiudiziali verso l'uomo bianco,
ma l'onore di essere visitati
dai parenti stretti
di quei generali neri che li hanno trucidati.
Nella memoria storica di un vecchio cieco,
nel passo incerto di una bella donna
che da bimba fu rapita e poi stuprata,
Ho scoperto quale chiave apre quelle fosse comuni
che qualcuno volle non fossero mai scoperchiate.
Sbattute in faccia all'opinione pubblica mondiale.
Ho scavato a mani nude
e fra le mani sono emersi femori,
crani tumefatti, e costole con incisioni come fossero graffiti,
meglio,
griffate.
Molte recitavano "etats unis"
altre "Made in Europe"
altre ancora "Cadeaux d'Italie".
Lercio d'infezione,
Infetto irreparabilmente anche me stesso
Ho cercato lo spiraglio per tornare indietro,
fuoriuscire da quell'orrore di guerra.
Ma ogni porta alle mie spalle era sprangata,
senza serratura,
e quelle poche con,
una combinazione che ho voluto scordarmi.
Non rimaneva che del lucido da scarpe
in fondo al mio zaino.
Spalmato sulla mia pelle latteo-spettrale
che mi facesse apparire meno appartenente a quell'immonda gente
che diamanti e oro indifferentemente continuavano a cavare fuori
dalle carcasse di innocenti ammazzati.
Alla fine con tutta l'umiltà di cui sono ancora capace,
non più muzungu, finalmente africano pure io
mi sono messo a marciare a fianco di 26 milioni di eroici congolesi,
sulle loro marcite strade, verso un nascituro rinascimento.
Accompagnando il Congo verso l'elezione
in cui noi avrem dovuto essere i testimoni eletti,
un poco presuntuosi,
ci siamo tutti presto resi conto che l'Africa
ancora una volta,
ci stava impartendo una lezione.
Di Democrazia allo stato puro,
d'incredibile fame di Pacificazione.
.
.
Pensiero
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Angelo Frammartino, ucciso dall'ingiustizia del mondo
13/08/06
12:42

Onore alla memoria di Angelo Frammartino,
scomparso nel pregevole intento di riunire chi la guerra crede di recidere.
Angelo fra gli angeli
mi ricorda molto me stesso più o meno alla sua età,
quando mi recai per la prima volta in Palestina
dai palestinesi di Gerusalemme e credo proprio nello stesso centro comunitario
dove il ragazzo apportava il suo lavoro volontario.
Contro il sistema di apartheid israeliano che confisca terre contro ogni trattato internazionale,
è necessaria la presenza di internazionali per garantire che questi crimini siano limitati.
Sul dolore per la sua scomparsa è inutile proferire parola alcuna,
ci ha già pensato suo padre,
e in maniera ferma e rispettabile.
guerrilla radio
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Medio Oriente. Il padre di Angelo: mio figlio ucciso dall'ingiustizia del mondo
Roma, 13 agosto 2006
"Non ho nessun motivo di rancore, e' normale che in un popolo, quando e' in grave difficolta' non ci sia razionalita'..
Pensiero
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nelle tenebre persi il cuore, nessuno si mise a cercarlo
21/07/06
04:41
| cuore_di_tenebra |
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Notte di tenebra come un cuore spugnoso inzuppato del fiume Congo.
Cuore di edera,
aggrappato ad un soffitto che è il pavimento di un angelo abbrustolito.
Evacuando Evacuando,
ho sguardi solo per i ciechi
e parole a vanvera per i sordi.
Cuore di tenebra,
come i miei vestiti dismessi che si disperderanno nel fiume Congo.
Non ho nulla da preservare per il mio ritorno
un passato anchilosato da ostracismi e cappi al collo.
Non ho casa,
se non l'altrove.
Il consorzio umano,
almeno questo,
è una vetrina di un negozio a cui non mi è mai stato consentito l'accesso.
Curarmi il mal di vita con il male d'Africa.
A volte la felicità perduta
succhiata fuori dalle sanguisughe di traumi a lungo termine
bisogna andarsela a ripescare nelle paludi belliche di atmosfere elettriche.
Non ci sono domani che non si disvelino oggi.
Non ci sono mani a frugare nelle tenebre un cuore.
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Pensiero
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CIAO Syd,
11/07/06
04:05
| Gooooodbye Syd |
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E' morto Syd Barrett |
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La notizia è stata confermata solo pochi minuti fa da un portavoce dei Pink Floyd aggiungendo che la morte sarebbe avvenuta venerdì a causa di complicazioni dovute al diabete.
Syd è stata una figura fondamentale nello sviluppo di quella che sarebbe poi diventata la psichedelia, un musicista le cui doti sono state celebrate infinite volte e infinite volte è stato il suo apporto alla musica, sia come attore principale, sia come ‘semplice' figura ispiratrice.
Per molti Syd è morto a metà degli anni '70, nel momento in cui il suo cervello non ha retto i viaggi chimici e si è ritirato nella casa della madre; per altri la pazzia sarebbe arrivata comunque, era destinato, e la sua musica è stata solo la lingua con la quale dialogava.
L'ultimo mito, colui che ha inventato i Pink Floyd e la psichedelia; un tributo infinito arriverà da tutti gli addetti ai lavori, dagli ascoltatori, dai fan, dai colleghi.
Le ultime notizie su Syd si riferiscono ad Aprile, costantemente recluso in casa, seduto dietro a una finestra murata a fissare la porta posteriore, pochissimi contatti ed escursioni tranne che per il suo viaggio quotidiano in tabaccheria, ma gentile e amichevole nelle chiacchiere di tutti i giorni con le pochissime persone che incontrava.
Un finale completamente differente dall'inizio quando un uomo da solo sul palco dell'UFO di Londra inventava un nuovo suono.
Non sembrava dovesse morire mai.
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Pensiero
oscuro emanato da guerrillaradio - - segnalibro
colloquio con la guerra
29/04/06
01:54
| SURREALISMO JIHADISTA: dialogo immaginario: |
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Toc! Toc!
Chi è che bussa alla mia porta?
"Sono La Guerra,
porto in dote La Morte
e vengo a riportarvi indietro una manciata di soldatini di stagno,
ci stavo giocando, si sono rotti."
Ma è terribile!!!
Come è potuto succedere!
I nostri Eroi!
"Sono La Guerra,
vetusta meretrice,
non faccio distinzione fra militare e civile,
ne distinguo classe sociale."
Ma i nostri soldati erano impegnati
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